Relazione sull’uscita a Saluzzo; anello del Marchese del 25 aprile 2026
Bellissima giornata primaverile ci ha accompagnati da Saluzzo su è giù per le sue colline. Abbiamo riproposto in forma più allargata l’anello che avevamo condiviso nell’ottobre scorso con i pellegrini francesi del PACA. Siamo uno squadrone con 34 presenze tra confratelli, consorelle ed amici. Il primo impegno è la breve salita alla fontana di S. Caterina zona molto accogliente e ben tenuta. La discesa verso Manta avviene tra ville imponenti e la rigogliosità di piante svariate: dalle palme agli ulivi, dai pini alle viti e alle nocciole. Un sentiero attrezzato ci porta su dietro l’imponente castello di Manta e poi ancora su per la verdeggiante collina da cui godiamo un panorama eccezionale sulla piana saluzzese. Percorriamo poi alcune stradine all’ombra che portano fino sulla dorsale, da dove possiamo ammirare sia il versante della piana di Saluzzo che quello opposto da dove iniziano le valli Brona e Po con sullo sfondo il castello di Castellar. Attraversando verdissimi boschi siamo al pilone Botta dove è prevista la sosta per il pranzo nell’area dell’acquedotto.
Si riparte e ancora un sentiero tra faggi e castagni ci riporta sull’asfaltata che transita nella zona del Cenacolo, dove un folto gruppo di ragazzi cammina pregando. Siamo ora davanti alla casa di suor Elvira da dove è partita la sua colossale opera in favore dei giovani in difficoltà. La casa ora utilizzata in parte come piccolo museo ha al suo interno una bella cappellina dove ciascuno di noi dice una sua preghiera in totale silenzio. Da lassù il panorama ci avvolge insieme al bianco dei fiori di acacia e di sambuco che si trovano un po’ dappertutto. Una sosta davanti all’antichissima e misteriosa cappella di S. Lorenzo è d’obbligo. Infine la discesa verso la Castiglia che attraversiamo al suo in terno e poi giù per le strette stradine e scale di Saluzzo. Un momento lo dedichiamo ad ammirare gli affreschi della casa Cavassa e del panorama sulla città che si ha dal suo cortile. Siamo ora nella centrale via di Saluzzo inondata dal sole.
Anche questa breve avventura è terminata (km 14,00 disl + 342 m); tutto è andato bene e il buon umore ci ha accompagnati per tutta la giornata; ora non rimane che fare ritorno alle nostre case.
Il Priore Giancarlo Maccario


