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I Cammini di Santiago – Prefazione

Il Cammino di Santiago de Compostela è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che la città è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme (da cui tutto partì) e Roma. Divenne così importante nel Medioevo, con un massimo splendore tra i sec. XI°-XIII°, che il termine pellegrino (come cita Dante nella Vita Nova) divenne sinonimo del viandante che si dirigeva a Santiago. Nel medioevo chi completava il cammino aveva garantita l’indulgenza plenaria

 È una rotta percorsa ininterrottamente fin dal primo terzo del IX° sec., epoca a cui risale la declamazione della scoperta della tomba di San Giacomo il Maggiore, uno tra i più intimi degli apostoli di Gesù, in seguito (così narra la tradizione) all’apparizione di una stella su un campo presso un colle chiamato Libredòn, che indicò ad un pio eremita del tempo (Pelayo) il luogo ove giacevano, dimenticate da secoli, le reliquie del santo. Da tutto ciò deriva il nome della città che ivi nacque: Santiago (contrattura iberica di San Giacomo) de Compostela (del campus stellae) a ricordo di quella stella che, come la cometa guidò i Magi a Betlemme, indicò all’eremita il luogo del sepolcro.

“A Gerusalemme c’erano le palme, a Roma c’era la croce, a Santiago c’era la conchiglia”, così raccontava anche  Dante Alighieri, in riferimento alle tre più grandi vie di pellegrinaggio. La ‘conchas de Santiago’, la conchiglia, è legata ad una leggenda sull’arrivo via mare delle reliquie del santo in Spagna. Si racconta che alla morte dell’Apostolo Giacomo le sue ossa furono misteriosamente trasportate da un’imbarcazione senza equipaggio nella penisola iberica, dove aveva predicato per qualche tempo in precedenza. Lungo la costa di approdo, quella della Galizia, si stava svolgendo un matrimonio; il giovane sposo era a cavallo, ma vedendo la grande barca arrivare fu gettato in mare dal suo animale spaventato. A quel punto accadde il miracolo: il cavallo e il giovane emersero dalle acque ricoperti di conchiglie, in salvo. Da allora, il cammino di Santiago è costellato dalle forme di una conchiglia, scolpita o disegnata lungo la via ad indicare al pellegrino la direzione al sepolcro.

Un altro simbolo essenziale del Cammino è la freccia gialla che aiuta i pellegrini a trovare la strada giusta. Fu il parroco Elías Valiña che con molto zelo e spontaneamente ha iniziato questa tradizione nel 1984. Uno degli argomenti che spiegano il colore delle frecce è che il giallo è un colore molto facile da vedere nei paesaggi del percorso, in quanto questi sono solitamente molto verdastri.

Questo pellegrinaggio ha portato alla creazione di un ricco patrimonio materiale, costituito da luoghi di culto, ospedali, strutture di accoglienza, ponti, ma anche immateriale, grazie alla presenza di miti, leggende e canzoni che accompagnano i viaggiatori lungo il Cammino. Ancora oggi migliaia e migliaia di persone lo percorrono e anche per questo il cammino di Santiago è stato certificato nel 1987 “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”.

Nei secoli si è creata una fitta rete di percorsi che partendo dai punti più disparati dell’Europa convergevano verso la penisola iberica; all’interno di essa si è sviluppata una fitta rete di sentieri che a volte si intersecano gli uni con gli altri e che provengono da tutti i lati della penisola per convergere su Santiago. Nelle pagine successive vi proponiamo 15 schede una per ciascuno di questi cammini iberici con spiegazioni e curiosità oltre alle tappe e ai chilometri; in più, dove è stato possibile, abbiamo abbinato delle mappe per evidenziare meglio ciascun itinerario.

Buon Cammino a tutti, o meglio Ultreya – et Suseia (antico saluto tra pellegrini che significa “più in alto e più in là”!)

Scarica la scheda:

I Cammini di Santiago

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