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Alla ricerca della spiaggia perduta- racconto di Tiziana

ALLA RICERCA DELLA SPIAGGIA PERDUTA

Oltre 10 anni fa alcune persone mi avevano accompagnato ad una piccola e spettacolare spiaggetta sul versante destro dello Stura all’altezza di Piano Quinto. Lasciando alcune case alle nostre spalle eravamo velocemente scesi verso il fiume attraverso la boscaglia.

La spiaggia era bellissima e stupenda:  10 metri di piccole pietre e sabbia, l’acqua limpida, bassa, lenta  vicina alla riva e più in là vorticosa, di un meraviglioso verde smeraldo. Dall’altra sponda  una parete di roccia, a monte e a valle il fiume curvava proprio in quel punto, non si vedeva altro. Eravamo fuori dal mondo, meravigliosa sensazione trovarsi in un isolato e magico luogo segreto.  E poi all’improvviso un grosso gommone: una dozzina di persone ci guardavano stupite. Eravamo scoppiati a ridere.

Anni dopo ho provato a cercare la spiaggia sia direttamente che con l’aiuto dei mezzi digitali o chiedendo ad altre persone. Chi mi aveva accompagnato non era più raggiungibile. Nessun risultato.

Durante una camminata della Confraternita ho raccontato della mia ricerca e Giancarlo si è offerto di aiutarmi.

Venerdì 1 luglio 2022 siamo partiti da Tetto Beraudo e siamo scesi percorrendo una piccola strada sterrata,  da cui si percepiva il rumore del fiume, 50/60 metri più in basso.

Ad un bivio abbiamo scelto di continuare verso valle, verso monte pareva che il sentiero salisse. Più avanti la mulattiera era più disagevole, il fondo malridotto, sconnesso, a tratti sassoso con la vegetazione sempre più folta. Probabilmente era utilizzata in passato: si notavano ancora per brevi tratti dei muri a secco.

Abbiamo cercato in ogni dove avventurandoci verso la sponda o seguendo sentieri poco battuti o labili tracce tra rovi e vecchi rami divelti. Nessun risultato.

Giancarlo sosteneva che la presenza di una spiaggia fosse possibile solo in tratti in cui la corrente non fosse impetuosa e la sua direzione fosse orientata verso l’altra sponda.

La presenza poi di tre isole in mezzo al fiume escludeva quella zona: incompatibile con i miei ricordi… e la parete di roccia dove era?  Ancora niente.

Siamo ritornati in alto e al bivio abbiamo imboccato il sentiero verso monte. Saliva un po’ ma poi scendeva. Staccandoci dalla mulattiera ci siamo avvicinati alla riva nell’intrico della bassa vegetazione e dei rovi. Nessuna traccia di spiaggia e la vorticosità dell’acqua non faceva prevedere che ci potesse esser una spiaggia e nessuna parete di roccia dall’altra sponda.

Abbiamo ripreso la mulattiera in discesa, nel mentre una lunga biscia ci ha tagliato la strada. Poi avvicinandosi alla sponda un capriolo è sfrecciato davanti a noi correndo verso l’alto.

Ad un tratto riusciamo a vedere una piccola e stretta spiaggia di pietre, 10 cm di sabbia però nessuna parete di roccia davanti. Non era certo quello che stavo cercando.

Decidiamo di tornare indietro; siamo scoraggiati dopo oltre quattro chilometri di percorso inutile; ma proprio ora poco più in là Giancarlo intravede tra gli alberi una roccia dall’altra parte del fiume. Ci avviciniamo ed ecco la spiaggetta !!!!! Evviva è lei, splendida : sabbia e piccole pietre, parete di roccia, acqua verde smeraldo, nulla a destra e a sinistra.

Finalmente l’abbiamo trovata! Che gioia!

All’improvviso da sinistra compare nel fiume un gommone con alcune persone, poi una canoa, un’altra, un’altra ancora, una canoa biposto, un altro gommone, un’altra canoa ….

 Ci godiamo il momento: è tutto come 10 anni fa. Scattiamo un po’ di foto per immortalare il momento.

Poi decidiamo di tornare seguendo la mulattiera in direzione opposta a quella da cui siamo giunti e in breve arriviamo ad un prato, sul bordo una ventina di arnie, più in la’ si vedono delle case, a destra una strada sterrata che porta all’imbocco del ponte  dell’Olla. Raggiungiamo le case: è la borgata Buo.

Missione compiuta!!!

Tiziana Vigna

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